Nel settore finanziario i documenti hanno regole, numeri e scadenze mensili. Cosa cambia nel graphic design quando il formato lo detta una norma e il layout deve reggere senza un designer.
Di Ludovico Pincini, Creative Director di Creative Bulls. Aggiornato al 24 settembre 2026.
Factsheet, KID, reportistica periodica e presentazioni per investitori sono i documenti con cui una società finanziaria si presenta ogni mese a chi decide se comprare, distribuire o restare. Il loro design ha vincoli che un’agenzia generalista non incontra: in alcuni casi il formato lo scrive il legislatore, il contenuto principale sono numeri da leggere in colonna, e il layout deve funzionare dodici volte l’anno senza che un designer lo tocchi. In questo articolo spieghiamo come progettiamo questi documenti come agenzia di branding e graphic design per la finanza: cosa decide la regola, cosa decide il designer e dove i documenti che riceviamo da un cliente nuovo di solito falliscono.
In breve
- Il graphic design finanziario ha tre vincoli propri: la regola, il numero, la ripetizione.
- Il difetto più frequente nei documenti che riceviamo non è normativo: è l’assenza di gerarchia visiva, che rende i dati poco fruibili anche quando sono corretti.
- Il factsheet si progetta come un sistema, non come un documento: il cliente lo aggiorna ogni mese da un template nostro.
- Nel KID la struttura la fissa il regolamento; al designer restano gerarchia, leggibilità e coerenza con il brand.
- I numeri hanno una tipografia propria: cifre tabulari, allineamenti, un font che regge il corpo piccolo.
Cosa distingue il graphic design nel settore finanziario
Nel settore finanziario il graphic design produce documenti che devono essere letti, confrontati e difesi davanti a un’autorità di vigilanza. Ha tre vincoli che il design generalista non incontra: la regola, perché per alcuni documenti il formato lo scrive il legislatore; il numero, perché il contenuto principale sono cifre da leggere in colonna; la ripetizione, perché un factsheet esce ogni mese e il layout deve reggere senza un designer.
Quando un cliente ci porta i documenti esistenti, il difetto più frequente non è l’errore normativo. È l’assenza di gerarchia: tutto ha lo stesso peso, il rendimento del fondo ha lo stesso corpo delle note, le tabelle sono griglie piene di righe e i grafici sono quelli predefiniti del foglio di calcolo. Un’estetica trascurata non è solo brutta: rende i dati poco fruibili anche quando sono corretti. La conformità c’è, la leggibilità no.
Il nostro lavoro parte da lì. Prima di aprire il file, decidiamo cosa il lettore deve vedere per primo in ogni documento e costruiamo il resto attorno a quella scelta. Nel factsheet è il dato di sintesi del mese, nel KID è l’indicatore di rischio, nella presentazione è il messaggio di ogni slide.
Il factsheet: un documento che deve reggere dodici volte l'anno
Il factsheet di un fondo è una comunicazione di marketing e insieme uno strumento di lavoro per chi lo distribuisce. Esce ogni mese, con dati nuovi in una struttura fissa. Per questo non lo progettiamo come un documento, ma come un sistema: una griglia dei dati che accoglie numeri di lunghezza diversa, uno stile tipografico definito per ogni livello di informazione, aree fisse per i contenuti obbligatori. Il cliente aggiorna il file da un nostro template; se il layout si rompe al secondo mese, il progetto è fallito.
Le regole arrivano dagli orientamenti ESMA sulle comunicazioni di marketing dei fondi, pubblicati il 2 agosto 2021 e applicabili dal 2 febbraio 2022: la comunicazione deve essere riconoscibile come tale, rischi e benefici vanno presentati con pari evidenza, i rendimenti passati seguono criteri di presentazione precisi. Per un designer, pari evidenza è una decisione tipografica: la parte sui rischi ha lo stesso corpo e la stessa posizione nella gerarchia della parte sui rendimenti. Non è una nota in grigio chiaro a piè di pagina.
La griglia si progetta sul caso peggiore: il numero più lungo, il nome di comparto più lungo, il mese con più avvertenze. Ogni elemento variabile ha un’area con spazio di riserva; ogni elemento fisso ha una posizione che non si muove. Il cliente riceve il template con le regole scritte: cosa può cambiare da un mese all’altro, cosa no, e cosa fare quando un dato non entra. È il modo in cui un documento mensile resta uguale a sé stesso per un anno, e riconoscibile accanto a quello del concorrente.
Il KID: quando il formato lo scrive il legislatore
Il documento contenente le informazioni chiave, il KID, è il caso limite del design finanziario. Il regolamento (UE) 1286/2014 ne fissa la lunghezza massima, tre facciate in formato A4, e l’ordine delle sezioni, con titoli prescritti in forma di domanda. Il designer non decide la struttura. Decide tutto il resto: la gerarchia dentro ogni sezione, la leggibilità dei caratteri, il trattamento dell’indicatore sintetico di rischio e la coerenza con il brand della società.
Tre facciate sono un vincolo di progetto, non un suggerimento. Il modo sbagliato di rispettarlo è ridurre il corpo del testo finché tutto entra; il regolamento chiede caratteri di dimensione leggibile, e un KID scritto in corpo minimo è conforme sulla lunghezza e fallisce sullo scopo. Il modo giusto è lavorare su densità, margini e tabelle: una tabella dei costi ben disegnata occupa meno spazio di un paragrafo che dice le stesse cose.
L’indicatore sintetico di rischio, la scala da 1 a 7 definita dal regolamento delegato (UE) 2017/653, è l’elemento più visto del documento. Usiamo la palette del cliente, ma con una condizione: il livello del prodotto deve essere riconoscibile a colpo d’occhio, e restare tale in stampa in bianco e nero e per chi non distingue il rosso dal verde. Se la palette del brand non lo consente, la scala ha un trattamento proprio, coerente in tutti i documenti della società.
Le presentazioni per investitori: la disciplina dei grafici
Una presentazione istituzionale o un investor deck vive di grafici, e un grafico in finanza è un’affermazione: dice che una cosa è cresciuta, che un’altra è più rischiosa, che due prodotti sono confrontabili. Le regole che ci diamo sui grafici sono poche e non si negoziano: assi che partono da zero o dichiarano di non farlo, stessa scala per i dati messi a confronto, periodi omogenei, fonte e data su ogni grafico. Un grafico che sembra migliore di ciò che dice non è un errore estetico, è una comunicazione fuorviante.
Il deck istituzionale è il documento in cui il brand si vede di più e può fare più danni, perché è la prima cosa che un investitore confronta con quella del concorrente. Lo progettiamo con un messaggio per slide, i numeri che contano in corpo grande, il resto in secondo piano. E lo progettiamo per due condizioni di lettura: proiettato in sala e stampato o aperto su un portatile, dove il corpo minimo e il contrasto decidono se il dato si legge.
La grammatica dei grafici è la stessa in tutti i documenti della società: gli stessi colori per le stesse serie, la stessa forma per lo stesso tipo di confronto, la stessa posizione per fonte e data. Chi legge il factsheet a gennaio e il deck a marzo deve riconoscere il linguaggio senza doverlo reimparare.
Tipografia dei numeri e colore del rischio
Nei documenti finanziari il testo principale sono i numeri, e i numeri hanno una tipografia propria. Usiamo cifre tabulari, cioè a larghezza fissa, perché le colonne si allineano e le virgole cadono una sotto l’altra; allineiamo a destra i valori e a sinistra le etichette; scegliamo, tra i pesi del font del brand, quello che regge un corpo piccolo su carta e su schermo. Se il font istituzionale non ha cifre tabulari, affianchiamo un font per i dati: un compromesso sul brand che vale la leggibilità.
Il colore segue la stessa logica. Rendimenti positivi e negativi non si affidano solo al verde e al rosso, che una parte dei lettori non distingue: il segno è scritto, e il colore lo rinforza. Le serie di un grafico hanno colori distinguibili anche in scala di grigi. Le avvertenze e le note hanno un corpo minimo sotto il quale non si scende e un contrasto sufficiente a essere lette, perché un’avvertenza illeggibile non protegge nessuno dei due, chi la scrive e chi dovrebbe leggerla.
Tutto questo vale anche, e soprattutto, sul telefono. Un factsheet oggi si apre come PDF su uno schermo di sei pollici più spesso che su una scrivania: una griglia pensata solo per l’A4 stampato fallisce nel momento in cui il documento viene davvero letto.
Come lavoriamo
Sui documenti regolamentati lavoriamo con un perimetro definito all’inizio: quali contenuti sono obbligatori, in quale ordine, con quali avvertenze, per quale tipo di investitore. La compliance del cliente fissa quel perimetro e valida una volta, alla fine; noi progettiamo dentro il perimetro, senza tornare a chiedere a ogni passaggio. Il risultato non è un documento, è un sistema: factsheet, KID, reportistica e presentazioni che condividono la stessa griglia, la stessa tipografia dei numeri e la stessa grammatica dei grafici.
Il deliverable è il template con le sue regole scritte. Da quel momento gli aggiornamenti mensili li fa il cliente; noi interveniamo quando nasce un prodotto, cambia una norma o l’identità della società viene rivista. Abbiamo progettato in questo modo factsheet mensili, KID, reportistica periodica e presentazioni istituzionali per società di gestione, banche e operatori fintech, tra cui IMPact SGR, Plenisfer, Symphonia SGR, Nexta Capital e Capitalsuite; i progetti sono raccolti tra i nostri progetti per la finanza.
Domande frequenti
Cos’è il graphic design per il settore finanziario?
È la progettazione dei documenti con cui banche, società di gestione e fintech comunicano dati e prodotti: factsheet, KID, reportistica periodica, presentazioni per investitori. Si distingue dal graphic design generalista per tre vincoli: regole di formato fissate da norme, contenuto fatto di numeri, aggiornamenti mensili che il layout deve reggere senza un designer.
Quali regole vincolano il design di un factsheet?
Il factsheet è una comunicazione di marketing e segue gli orientamenti ESMA applicabili dal 2 febbraio 2022: deve essere riconoscibile come tale, presentare rischi e benefici con pari evidenza e rispettare criteri precisi sui rendimenti passati. Per il designer significa stesso corpo e stessa posizione nella gerarchia per rischi e rendimenti.
Cosa può decidere un designer nel KID?
Il regolamento (UE) 1286/2014 fissa lunghezza massima e ordine delle sezioni, quindi la struttura non si tocca. Il designer decide la gerarchia dentro ogni sezione, la leggibilità dei caratteri, il trattamento dell’indicatore sintetico di rischio e la coerenza con il brand.
Come si progetta un grafico per una presentazione agli investitori?
Con assi che partono da zero o dichiarano di non farlo, stessa scala per i dati confrontati, periodi omogenei, fonte e data su ogni grafico, e colori distinguibili anche in scala di grigi. Un grafico che sembra migliore di ciò che dice è una comunicazione fuorviante.
Perché usare cifre tabulari nei documenti finanziari?
Perché hanno larghezza fissa: le colonne si allineano e le virgole cadono una sotto l’altra, e il lettore confronta i valori senza sforzo. Se il font del brand non le prevede, si affianca un font dedicato ai dati.
Vuoi approfondire?
Se i vostri factsheet, KID o presentazioni non reggono più il confronto con quelli dei concorrenti, parliamone: il branding e graphic design per la finanza è il nostro lavoro.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Aggiornato al 24 settembre 2026. Fonti principali: regolamento (UE) 1286/2014; regolamento delegato (UE) 2017/653; orientamenti ESMA sulle comunicazioni di marketing dei fondi del 2 agosto 2021.